Un drone sudanese Akinci MALE avrebbe abbattuto un Akinci etiope, segnando una vera e propria vittoria aerea.

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L'aeronautica militare sudanese afferma che un drone Akinci della Bayraktar, con i suoi colori, ha intercettato e distrutto un altro drone Akinci, attribuito all'aeronautica etiope, sul territorio sudanese. Khartoum ha diffuso un filmato dell'azione. Secondo la stessa fonte, l'intercettore ha utilizzato il veicolo planante Eren della Roketsan ed è poi atterrato. Lo scontro diretto tra due velivoli identici di fabbricazione turca conferisce particolare rilevanza all'incidente, limitando al contempo l'impatto mediatico dell'impresa dal punto di vista di Ankara.

Il filmato mostra l'individuazione, l'avvicinamento e il lancio di una munizione prima che esploda sul bersaglio. L'aeronautica sudanese ha affermato che l'aereo abbattuto era etiope e ha attribuito la vittoria aerea al proprio velivolo. Al momento, non è stata documentata pubblicamente alcuna verifica indipendente. L'incidente è avvenuto sul territorio sudanese in un contesto di continue tensioni e intensa attività aerea legate al conflitto interno in corso nel Paese.

video akinci drone vs drone
Immagine tratta dal video diffuso dall'aeronautica militare sudanese che mostra la distruzione di un Akinci (etiope?) da parte di un missile Eren.

L'arma utilizzata è descritta come la munizione Eren, alimentata da un motore turbogetto e sviluppata da Roketsan. Presentata nel 2026 secondo il produttore, è stata testata contro bersagli aerei nel febbraio di quest'anno. Progettata per intercettare velivoli a corto e medio raggio a un costo unitario inferiore rispetto ai missili aria-aria convenzionali, l'Eren viene qui utilizzata su un drone d'attacco pesante, ampliandone l'arsenale. Se l'affermazione sudanese fosse confermata, si tratterebbe di uno dei primi impieghi operativi aria-aria di questa munizione.

L'Akinci, una piattaforma pesante prodotta dall'azienda turca Baykar, viene tipicamente utilizzato per attacchi aria-terra. Il suo impiego in una missione di intercettazione, di cui si ha notizia, dimostra la sua crescente versatilità. L'aeronautica militare sudanese aveva precedentemente segnalato l'utilizzo dell'Akinci contro le capacità terra-aria delle Forze di Supporto Rapido, menzionando la neutralizzazione di un sistema FK-2000 di fabbricazione cinese. Questi eventi illustrano l'integrazione dei droni pesantemente armati nel quadro operativo del Sudan, sia per attacchi a terra che, ora, contro obiettivi aerei.

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Dal 2023, il Sudan è dilaniato da una guerra civile tra le Forze Armate sudanesi, che sostengono il governo, e le Forze di Supporto Rapido. La Turchia viene spesso indicata come fornitore di equipaggiamento al governo. Nel frattempo, l'Etiopia utilizza i propri droni Akinci. Alcune fonti hanno inoltre segnalato che il territorio etiope è stato utilizzato come base per operazioni a supporto delle Forze di Supporto Rapido. La combinazione di questi fattori aumenta la probabilità di scontri tra sistemi simili sul territorio sudanese.

L'attribuzione rimane una questione delicata in un teatro operativo in cui diversi attori operano con equipaggiamenti identici. Le immagini diffuse da Khartoum documentano un'intercettazione riuscita, ma da sole non stabiliscono in modo definitivo la provenienza del velivolo preso di mira. L'attribuzione dell'aereo all'Aeronautica etiope rimane, in questa fase, un'affermazione delle autorità sudanesi. Questa incertezza getta dubbi sulle precise responsabilità e complica la comprensione delle catene di approvvigionamento degli equipaggiamenti.

Esistono precedenti di distruzione aria-aria effettuata da droni. Sia in Ucraina che in Iran, i droni intercettori vengono ampiamente utilizzati contro i droni d'attacco. Sono inoltre emerse accuse riguardanti la perdita di un elicottero ucraino Mi-24 nel dicembre 2025, a seguito del lancio di un missile R-60 da parte di un drone russo Geran o Shahed, sebbene non siano state raccolte prove indipendenti. L'incidente sudanese fornisce una rara prova visiva di uno scontro tra droni, questa volta tra piattaforme dello stesso tipo.

Secondo le informazioni rilasciate dallo sviluppatore, Eren è progettato per intercettazioni a corto e medio raggio, con un raggio d'azione di circa dieci chilometri, variabile in base all'altitudine di lancio. La sua propulsione a getto garantisce un'elevata velocità e la capacità di intercettare bersagli in movimento. Presentato come più economico dei missili aria-aria, dovrebbe consentire l'impiego multiplo su droni e lo svolgimento di diversi ingaggi durante una singola missione, a seconda delle condizioni tattiche e dell'ambiente elettromagnetico.

Dal punto di vista operativo, la rivendicazione sudanese descrive un'azione di combattimento condotta da un'altitudine di sicurezza, seguita dal rientro alla base senza danni all'intercettore. La capacità di un drone MALE (Massive Air Level Enhancement) di ingaggiare un bersaglio aereo dallo spazio aereo nazionale offre a Khartoum un'opzione per la protezione mirata di aree sensibili e delle difese aeree locali. La dichiarazione ufficiale non specifica i parametri della missione, né l'architettura di rilevamento e controllo del fuoco impiegata durante l'intercettazione.

Per l'industria della difesa turca, l'incidente mette in luce una catena di capacità che collega un drone Baykar a una munizione Roketsan, ma dimostra anche che utenti diversi possono impiegare piattaforme identiche in situazioni contrastanti. Il fatto che il velivolo abbattuto fosse a sua volta un Akinci tende a ridurre l'impatto dimostrativo dell'evento dal punto di vista della comunicazione industriale, alimentando al contempo il dibattito sulla diffusione di equipaggiamenti simili ad attori con interessi contrastanti nella regione.

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