FREMM: La Grecia conclude l'accordo con l'Italia per l'acquisto di quattro fregate di seconda mano

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La Grecia ha raggiunto un accordo "2+2" con l'Italia per l'acquisizione di quattro fregate di seconda mano della classe Carlo Bergamini, note come fregate multiruolo europee (FREMM). L'accordo prevede la consegna iniziale di due unità, seguita da altre due in un secondo momento. L'operazione rientra nel piano di rafforzamento della flotta di superficie della Marina greca. La Commissione per i programmi e i contratti di armamento del Parlamento greco riceverà un briefing completo sui negoziati e sulla tempistica prevista per la messa in servizio il 5 maggio.

La Marina Militare Italiana si è impegnata a trasferire le prime due unità alla Marina Greca. Il trasferimento include un pacchetto di supporto completo che comprende manutenzione, fornitura di pezzi di ricambio e addestramento dell'equipaggio. Questo quadro logistico mira a garantire che le navi entrino in servizio entro tempi ristretti, una volta che le decisioni parlamentari saranno definitive e i dettagli tecnici definiti. Parallelamente, le autorità greche stanno esaminando gli adeguamenti necessari agli standard nazionali per armonizzare l'impiego operativo all'interno delle flotte esistenti.

Il costo delle prime due navi è stimato intorno ai settecento milioni di euro, cifra che include l'armamento di base. Tale stima dovrà essere confermata durante l'audizione parlamentare prevista per il 5 maggio. In questa fase, i servizi del ministero prevedono che la combinazione di un trasferimento "chiavi in ​​mano" e del supporto industriale consentirà di abbreviare la fase di familiarizzazione tecnica. I quesiti relativi al calendario di consegna e alle tappe fondamentali delle prove in mare saranno chiariti dinanzi alla Commissione prima della firma degli atti attuativi.

Si prevede che il cantiere navale italiano Fincantieri svolgerà un ruolo attivo nel processo di trasferimento e supporto. Le fregate FREMM classe Carlo Bergamini rappresentano l'ultima generazione di fregate multiruolo per la Marina Militare, con le prime unità entrate in servizio nel 2013. L'integrazione nella Marina greca richiederà uno stretto coordinamento tecnico tra l'azienda italiana, i servizi di supporto e i team responsabili della messa in servizio delle navi, al fine di garantire la continuità logistica e la compatibilità delle catene di manutenzione.

Atene intende modernizzare simultaneamente quattro fregate di classe MEKO 200 della Marina greca presso i cantieri navali di Skaramanga. L'approvazione dei contratti è prevista durante la stessa sessione parlamentare del 5 maggio. Il programma prevede l'ammodernamento dei sistemi d'arma e la manutenzione dello scafo, con lavori suddivisi tra l'integrazione di nuove apparecchiature e interventi in cantiere. Questa fase mira a prolungare la vita operativa delle navi, migliorandone al contempo le capacità e mantenendo la coesione della flotta durante l'arrivo graduale delle nuove fregate.

Sono già stati firmati due contratti con Thales Nederland e l'azienda greca SSMART per la tecnologia chiave della modernizzazione e dell'integrazione dei sistemi di combattimento. I cantieri navali di Skaramanga saranno responsabili della realizzazione della piattaforma e della corretta integrazione delle apparecchiature a bordo, in conformità con i requisiti operativi. La Marina greca si è posta l'obiettivo di completare la modernizzazione delle sue quattro fregate MEKO 200 HN entro il 2030, una tempistica che verrà affinata in base alle decisioni previste e alla capacità industriale disponibile.

Il governo di Atene prevede inoltre di acquisire i sonar trainati CAPTAS 4 per potenziare le proprie capacità di lotta antisommergibile (ASW). Tale intenzione è in linea con il programma di fregate da difesa e intervento ordinate alla Francia. La seconda fregata greca, la Nearchos, ha completato la seconda fase delle prove in mare ed è stata messa in bacino di carenaggio per le ultime regolazioni. Il programma ufficiale prevede la consegna negli ultimi quattro mesi del 2026, con la possibilità di una consegna anticipata qualora le prove procedano senza intoppi.

Le autorità greche stanno inoltre valutando opzioni di armamento antinave e antiaereo per le fregate FREMM italiane, una volta che queste saranno trasferite. Il pacchetto logistico annunciato, comprensivo di componenti e addestramento, dovrebbe consentire agli equipaggi di iniziare rapidamente i cicli di addestramento e qualificazione. L'integrazione dei sistemi nazionali e gli eventuali adattamenti software necessari saranno implementati gradualmente secondo una sequenza specifica, coerente con le priorità operative stabilite dallo Stato Maggiore della Marina greca.

Nel corso della stessa sessione, la Commissione esaminerà anche un bilancio aggiuntivo di 110 milioni di euro per i sistemi di difesa HAWK, gli obici PzH 2000 e i missili Stinger nell'ambito dei programmi di supporto della NATO. Questo finanziamento mira a mantenere la disponibilità delle capacità terrestri e terra-aria destinate alla difesa collettiva, in concomitanza con gli investimenti effettuati nella flotta di superficie e nei sistemi di rilevamento e allerta precoce.

In questo contesto, la Grecia si è formalmente ritirata dal programma statunitense per le fregate di classe Constellation, con notifica ufficiale inviata il 9 dicembre 2025. Un primo pagamento era stato effettuato nell'aprile 2025, prima che i pagamenti successivi venissero sospesi. La strategia attuale, pertanto, combina l'acquisizione di fregate multiruolo europee di seconda mano, la prosecuzione del programma di investimenti diretti esteri (IDE) e la modernizzazione delle fregate MEKO, al fine di garantire la continuità delle capacità operative nel rispetto delle tempistiche industriali.

Sul piano operativo, il Ministro della Difesa Nikos Dendias ha ribadito al Forum Economico di Delfi del 2026 l'impegno a trasformare le forze armate nell'ambito dell'Agenda 2030 e ha sottolineato il contributo della Grecia all'Operazione Aspides nel Mar Rosso con la presenza continua di una fregata. Questi impegni esterni e il previsto rafforzamento della flotta sono alla base delle priorità presentate al Parlamento, tra cui la relazione del 5 maggio sui progressi compiuti in materia di approvvigionamento, modernizzazione e relativo supporto.

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