L’industria navale statunitense sarà sottoposta a un’importante revisione per affrontare le sfide future

Carlos Del Toro, Segretario della Marina, ha annunciato di aver avviato una revisione globale dell'industria navale statunitense per affrontare le varie sfide che la Marina americana deve affrontare oggi. Infatti, anche se dovranno aumentare i ritmi di produzione delle navi di superficie e dei sottomarini, i cantieri americani non sono attualmente in grado di rispettare i tempi di consegna previsti.

La Marina degli Stati Uniti era, e rimane oggi, la forza navale più potente del pianeta, schierando metà della flotta di sottomarini d’attacco nucleare, grandi navi d’assalto aero-anfibie e il 93% delle portaerei nucleari del pianeta.

La sua forza aerea è così importante che è al 3° posto nel mondo in termini di aerei da combattimento, dietro all'aeronautica americana e all'Esercito popolare di liberazione, ma davanti a Russia e India.

Le tre sfide che la Marina americana deve affrontare oggi e negli anni a venire

Tuttavia, c’è indubbiamente un’ondata di preoccupazione, se non di panico, nel Pentagono, riguardo al futuro di questa supremazia navale essenziale per stabilire la posizione degli Stati Uniti sulla scena geopolitica mondiale. Perché la Marina americana, oggi, si trova ad affrontare tre sfide simultanee, che fatica ad affrontare.

F-35C della Marina americana
La Marina americana possiede oggi la terza forza aerea più grande del mondo, dietro all'aeronautica americana e all'Esercito popolare di liberazione.

La rapida ascesa della Marina cinese e della sua industria navale militare

Il primo di questi è stato individuato a partire dalla metà degli anni 2010, con la rapidissima ascesa al potere della Marina cinese, ma anche di lo strumento industriale che produce navi, sottomarini e aerei a un ritmo molto sostenuto per il PLA.

In pochi anni, le tre flotte cinesi del nord, dell’est e del sud hanno messo in servizio un gran numero di navi, consentendo loro di superare, dal 2020, la Marina statunitense in termini di numero di scafi, se non ancora di stazza e di capacità operative.

Ancora più recentemente, i cantieri navali hanno dimostrato di saper produrre navi da combattimento alla pari di quelle della Marina americana, come i cacciatorpediniere pesanti Type 055 contro i cacciatorpediniere Arleigh Burke, o l'LHD Type 075 contro la classe America.

Se nel campo delle portaerei e dei sottomarini a propulsione nucleare restano ancora dei progressi da fare con il Type 003 Fujian o il Type 095, tutto indica ormai che la Marina cinese sarà presto in grado di competere con quella americana in campo tecnologico.

Tipo 055
I cacciatorpediniere pesanti cinesi Tipo 055 sono tecnologicamente alla pari dei cacciatorpediniere Arleigh Burke della Marina americana.

L’aumento di potere della Marina cinese, ma anche dell’aviazione navale, dell’aeronautica e della fanteria marina, sono tanto più preoccupanti per la Marina americana, poiché Pechino continua a inasprire il suo discorso e ad aumentare le sue dimostrazioni di forza intorno a Taiwan.

Tuttavia, se il PLA dovesse attaccare l’isola autonoma, o più probabilmente, imporle un blocco navale e aereo, è probabile che la Marina americana dovrà intervenire, e potenzialmente affrontarla, per di più in una posizione strategica sfavorevole. piano poiché è molto vicino alla costa cinese.

La moltiplicazione dei punti caldi del pianeta e la dispersione delle forze navali americane disponibili

A questa sfida se ne aggiunge una seconda, anch’essa significativa. In effetti, Taiwan è ben lungi dall’essere l’unico punto caldo su cui la Marina americana deve intervenire oggi. Ha infatti dovuto aumentare la sua presenza nel Mediterraneo per sostenere l’alleato israeliano, in Medio Oriente di fronte alla minaccia iraniana e houthi, così come nella penisola coreana, mentre il regime di Kim Jong Un, molteplici minacce e provocazioni contro il prossimo.

La guerra in Ucraina e l’aumento delle tensioni tra NATO e Russia costringono la Marina americana a rafforzare la sua posizione nell’Atlantico settentrionale e nell'Artico, per contenere la potente flotta sottomarina di Mosca.

La marina americana attacca lo Yemen
La Marina americana deve intervenire in più teatri contemporaneamente, come qui in Medio Oriente, per colpire le installazioni Houthi che attaccano le navi che navigano nel Mar Rosso.

Pertanto, mentre la sola minaccia cinese richiede la quasi totalità dei mezzi a disposizione della Marina statunitense, per garantire lo status quo e impedire un’escalation o qualsiasi avventurismo da parte di Pechino, essa deve, allo stesso tempo, schierare un gran numero di unità navali in altri teatri. , per contenerli o proteggerli e, anche in questo caso, evitare straripamenti o l’estensione dei conflitti esistenti.

Fallimento della pianificazione navale e ripresa dell’industria navale americana


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