La Russia sviluppa missili terra-aria "anti-drone"

L'indiscutibile successo dei droni israeliani e turchi, nonché delle munizioni vaganti Harop di fabbricazione israeliana, attuato dall'Azerbaigian nel conflitto tra esso e l'Armenia nel Nagorno-Karabakh, evidenziano l'interesse che oggi rappresentano questi sistemi poco costosi e molto efficienti, ma anche la necessità di disporre di mezzi adeguati per proteggersi da essi. In quest'area la Russia sembra avere un vantaggio sull'Occidente, a seguito dei numerosi attacchi di droni lanciati sulla base aerea di Khmeimim che ospita l'aviazione russa schierata in Siria, che hanno messo a dura prova i loro sistemi di protezione antiaerea a corto raggio.

Mentre i primi attacchi con droni e razzi hanno avuto un certo successo, danneggiando più o meno gravemente diversi aerei sulla base, le forze russe hanno rafforzato le loro difese antiaeree locali per proteggersi da questo tipo di attacco. In quest'area il sistema antiaereo a corto raggio TOR M2 sembra aver ottenuto i migliori risultati, superando notevolmente in efficienza il sistema Pantsir S2 ma progettato specificamente per questa missione. Va notato che da allora sono state apportate nuove modifiche e miglioramenti al Russian Pantsir e la formazione e le procedure degli operatori sono state modificate per aumentare l'efficacia di questi sistemi contro i droni e le munizioni vaganti.

Le russe TOR M2 e Pantsir saranno presto in grado di farlo fuoco in movimento, lezione appresa durante gli impegni in Siria e Libia.

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