L'esercito americano ordina un sistema di produzione di idrogeno da General Dynamics

L'esercito americano ha effettuato un ordine con la General Dynamics Electromagnetic Systems peruna soluzione per produrre idrogeno utilizzabile dai propri automezzi dall'acqua reperita in loco dall'unità meccanizzata. Questa soluzione eliminerebbe, secondo i suoi promotori, la necessità di trasportare significative riserve di idrogeno per alimentare le celle a combustibile dei veicoli. Oltre agli aspetti puramente di sicurezza, essendo l’idrogeno un gas altamente infiammabile ed esplosivo, questo processo permetterebbe di semplificare la catena logistica relativa al carburante dei veicoli, un argomento critico mentre le nozioni di prima linea e di mobilità delle forze si sono evolute notevolmente. ultimi decenni.

Diverse aziende, infatti, sono riuscite a sviluppare, negli ultimi anni in tutto il mondo, processi economici e stabili per produrre idrogeno in quantità utilizzando i cosiddetti sistemi di “elettrolisi semplificata”. Tradizionalmente, la produzione di idrogeno mediante elettrolisi richiedeva una membrana molto costosa e complessa da utilizzare per impedire alle molecole di idrogeno e ossigeno provenienti dalle molecole di acqua di mescolarsi e infine esplodere. Per risolvere il problema, i ricercatori hanno sfruttato una delle specificità della meccanica dei fluidi, sottoponendo i gas così prodotti al campo magnetico prodotto dagli elettrodi, consentendo di separare i due gas, senza che sia necessario utilizzare la famosa membrana. Per fare questo, però, è necessario che i due elettrodi siano molto vicini, dell'ordine di poche decine di micron.

Oltre all'interesse puramente economico di un simile processo, poiché elimina la membrana, costosa e di durata limitata, consente l'utilizzo di soluzioni ioniche molto più varie, mentre le membrane funzionano solo in soluzioni a pH molto acido. Diventa infatti possibile produrre idrogeno con l'acqua accessibile in situ, sia essa debolmente mineralizzata, o anche alcalina, come l'acqua di mare.

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Tradizionalmente, l’elettrolisi dell’acqua in idrogeno e ossigeno richiedeva una membrana polimerica costosa con una durata limitata.

Tuttavia, non viene detto nulla sull'approvvigionamento energetico per questo processo. Nel settore civile, l’interesse per questi processi è legato principalmente alle capacità di stoccaggio dell’energia pulita che rappresentano, dall’elettricità prodotta da processi non immagazzinabili, come l’energia eolica o solare. Permette quindi di adattare la produzione alla domanda, nonostante i fattori esterni nella produzione di energia elettrica (vento, sole, ecc.). Ma in un contesto operativo, la necessità di energia immagazzinata è immediata e massiccia. Non si tratta quindi di accontentarsi della produzione solare o eolica per costituire le riserve di idrogeno necessarie alla manovra.

Tuttavia, la produzione di energia elettrica mediante un generatore a combustibile consumerebbe tanto carburante quanto ne sostituirebbe, o anche di più. Infatti, finché non esisterà una soluzione di produzione di energia elettrica trasportabile e autonoma, questa soluzione si limiterà a rifornire le stazioni esistenti, avendo potuto installare pannelli solari e/o turbine eoliche, le uniche capacità di produzione nei tempi validi per queste tecnologie. . Possiamo immaginare che soluzioni basate sulle batterie possano consentire di dare un'autonomia certamente limitata alle unità in movimento, ma la soluzione sembra poco pratica, e soprattutto molto costosa.

una base militare francese il 29 maggio 2015 a Gao, nel nord-est del Mali 6201332 Notizie sulla difesa | Contratti e bandi di gara per la difesa | STATI UNITI
La soluzione avanzata potrebbe consentire alle postazioni avanzate di avere una certa autonomia energetica, potendo addirittura produrre il carburante necessario ai propri veicoli.

Resta il fatto che questo approccio può consentire di fornire energia a postazioni avanzate in zone isolate, come ce n'erano molte in Afghanistan, ad esempio, e di fornire "carburante" ai veicoli utilizzati da queste postazioni, semplificando sicuramente l'approvvigionamento energetico. D’altro canto, questa tecnologia non dovrebbe, nel breve e medio termine, rappresentare una valida alternativa all’utilizzo dei combustibili fossili, che continueranno ad avere proprietà uniche che li renderanno indispensabili per molto tempo. Forse un giorno ….

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